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06 giugno 2026, Aggiornato alle 17,51
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Politiche marittime

Parco Sommerso di Gaiola, operazione notturna della Guardia Costiera contro la pesca illegale

Dopo il controllo a bordo del natante sorpreso nella zona "A" soggetta a massima restrizione, il personale della Capitaneria ha sequestrato l'imbarcazione e denunciato gli occupanti. Pescavano ricci di mare

(Ph: Parco Sommerso di Gaiola)

Con un'operazione notturna, la Guardia Costiera di Napoli ha sequestrato un'unità da diporto - denunciandone il proprietario - nell'Area Marina Protetta "Parco Sommerso di Gaiola". A seguito di una segnalazione da parte del personale dell'Amp, la motovedetta di polizia marittima CP550 ha raggiunto il tratto di mare interessato accertando l'effettiva presenza di un natante da diporto in vetroresina, lungo circa sette metri, con un motore fuoribordo e con tre persone a bordo, fermi all'ancora all'interno della predetta zona a riserva integrale. 

"Durante il controllo a bordo del natante e all'identificazione dei soggetti imbarcati – si legge in una nota dell'arma – il personale della Guardia Costiera ha anche ritrovato materiale ed attrezzatura specialistica per la pesca subacquea (bombole ad aria compressa, pinne, retini, cintura con piombi per subacquei) che hanno fatto ipotizzare che i soggetti avessero svolto – prima dell'arrivo dei militari - attività di pesca subacquea illegale". 

La barca era infatti ferma all'ancora con il sub in acqua e due a bordo. Ogni 20 minuti, come testimoniano i responsabili dell'area protetta, il sub tornava in superficie con un sacco pieno di ricci. Sul punto dove è stato scoperto il natante, un operatore subacqueo del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus, ha ritrovato sul fondo dei retini pieni di ricci di mare (circa 500), che sono stati immediatamente liberati e rigettati in acqua per ritornare nel loro habitat naturale e riprendere il loro naturale ciclo di vita.

La Guardia Costiera partenopea informa che il proprietario del natante, già con precedenti penali, è stato denunciato presso la Procura della Repubblica di Napoli per aver commesso il reato di sostare con unità a motore all'interno della zona "A" soggetta alla massima restrizione, compromettendo pertanto la tutela delle caratteristiche dell'ambiente marino interessato. Inoltre, il natante è stato sequestrato penalmente e tolto dalla piena disponibilità del proprietario. La legge del 06/12/1991, n. 394, sull'istituzione la gestione delle Aree Marine Protette, punisce la condotta illecita commessa anche l'arresto fino a sei mesi.