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11 ottobre 2026, Aggiornato alle 18,00

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Nasce il "corridoio rosa" per il trasporto transatlantico di container a propulsione nucleare

Il progetto sarà guidato da Lloyd's Register e AP Moller-Maersk, in collaborazione con i porti di Charleston, nella Carolina del Sud, e di Felixstowe, nel Regno Unito

Il Pink Corridor (Ph: Lloyd's Register)

Sta prendendo forma un nuovo progetto incentrato sulle sfide legate allo sviluppo del cosiddetto "corridoio rosa" (Pink Corridor) per il trasporto transatlantico di container tramite navi a propulsione nucleare. Il progetto sarà guidato da Lloyd's Register e AP Moller-Maersk, in collaborazione con i porti di Charleston, nella Carolina del Sud, e di Felixstowe, nel Regno Unito, per esaminare i requisiti di sicurezza e salvaguardia necessari per la potenziale realizzazione di una rotta per navi portacontainer a propulsione nucleare.

Il nome non è casuale. Nel settore energetico il colore rosa (pink) è convenzionalmente associato all'energia nucleare — per distinguerla dal verde delle rinnovabili, dal blu dell'idrogeno da gas naturale, dal grigio del carbone. "Pink corridor" significa dunque, semplicemente, corridoio nucleare.

Il progetto non è finalizzato a mettere in servizio una nave a propulsione nucleare nel breve termine. Si concentra invece sul lavoro preliminare regolatorio e operativo che dovrebbe essere completato prima che un tale servizio possa diventare possibile. La nave portacontainer nucleare al centro dello studio è un modello concettuale derivato da lavori precedenti con CORE POWER sui reattori nucleari galleggianti — non una nave in costruzione né in fase di progettazione avanzata. Questa prima fase servirà a capire le necessità di un corridoio del genere; a seguire, verranno esaminate in modo più dettagliato le questioni e le sfide ingegneristiche, regolatorie, legislative, di sicurezza e di salvaguardia nucleare.

Il Pink Corridor si basa su una valutazione normativa del 2024 condotta da Lloyd's Register e CORE POWER, successivamente formalizzata con Maersk attraverso un joint development project che esamina i requisiti di sicurezza, operativi e regolatori per la navigazione commerciale a propulsione nucleare avanzata. Il Pink Corridor è quindi il terzo passo di un percorso già avviato, non un'iniziativa partita da zero.

Il punto più spinoso non è tecnologico ma normativo: il diritto internazionale del mare e le legislazioni nazionali non prevedono attualmente il transito di navi mercantili a propulsione nucleare nei porti commerciali. Una nave nucleare militare può entrare in porto con specifici accordi bilaterali; una nave commerciale non ha ancora un framework giuridico di riferimento. È esattamente questo vuoto che il Pink Corridor punta a mappare.

Nick Gross di Lloyd's Register ha definito il Pink Corridor "un passo importante per l'applicazione della tecnologia nucleare nella navigazione mercantile". Adam Ramsey, direttore commerciale del Porto di Felixstowe, ha aggiunto: "Come il più grande e trafficato porto container del Regno Unito, Felixstowe è ben posizionata per supportare il Pink Corridor e contribuire con una visione pratica a questo importante lavoro in fase iniziale."

Non è la prima volta che vengono sperimentate navi commerciali a propulsione nucleare. Le prime ricerche risalgono agli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, che portarono nel 1962 alla nascita di Ns Savannah, la prima nave mercantile a propulsione nucleare - all'interno del progetto statunitense "Atoms for Peace" - operativa per circa dieci anni. Anche i sovietici, diversi anni dopo, nel 1988, realizzarono una nave simile, la Sevmorput, tutt'oggi operativa.

Tag: maersk