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Politiche marittime

Mein Schiff 4 approda a Trieste dopo due mesi nello Stretto di Hormuz

La nave da crociera era rimasta bloccata in un'area di guerra insieme ad altre cinque unità. Dopo aver evacuato l'equipaggio, hanno approfittato di una finestra temporanea di apertura del canale

Mein Schiff 3 alla stazione marittima di Trieste, 17 maggio 2026

Il porto di Trieste ha accolto oggi la nave da crociera Mein Schiff 4, della compagnia tedesca TUI Cruises. La nave ha ormeggiato stamattina alla stazione marittima dello scalo giuliano, al termine di un viaggio che l'ha vista bloccata per circa due mesi nello Stretto di Hormuz, segnato quindi da circostanze straordinarie che hanno messo alla prova l'equipaggio a bordo.

La nave è arrivata a Trieste senza passeggeri, con il solo equipaggio a bordo. Nelle prossime imbarcherà circa 1.600 passeggeri.

La nave arriva nel porto giuliano dopo avere subito un fermo forzato in un'area di guerra, lo Stretto di Hormuz, a poca distanza dalle coste dell'Iran, dell'Oman e degli Emirati Arabi. Attualmente, uno dei corridoi marittimi più pericolosi al mondo, parzialmente minato e con diverse navi da guerra dislocate, principalmente statunitensi e iraniane. Qualche settimana fa la nave, approfittando di una breve finestra temporale di poche ore in cui il passaggio era stato ufficialmente dichiarato libero, il comandante Panagiotis Varotsos ha condotto con successo Mein Schiff 4 oltre il corridoio. «Un episodio che richiama l'attenzione sull'importanza della sicurezza e della stabilità internazionale quale presupposto indispensabile per la continuità dei traffici marittimi globali», commenta in una nota l'Autorità di sistema portuale di Trieste.

La Mein Schiff 4 ha attraversato lo Stretto di Hormuz il 19 aprile ed è la prima nave ad approdare a Trieste tra quelle rimaste bloccate nel Golfo Persico dopo la chiusura dello Stretto. Sono in tutto cinque le imbarcazioni che, dopo uno stop di cinquanta giorni, sono riuscite ad attraversare lo Stretto approfittando della tregua tra Iran e Stati Uniti. La rotta di rientro dal Golfo Persico al Mediterraneo ha seguito la rotta africana, doppiando il Capo di Buona Speranza, visto che la rotta più corta del Canale di Suez (circa due settimane in meno rispetto alla circumnavigazione dell'Africa), è diventata instabile con la crisi del Mar Rosso scatenata dagli Houthi in sostegno all'Iran.

«Rivolgo il mio più sincero benvenuto a Mein Schiff 4, al suo comandante e all'intero equipaggio», afferma Marco Consalvo, presidente dell'Autorità Portuale del Mare Adriatico Orientale e di Trieste Terminal Passeggeri. «Episodi come questo - continua - ci ricordano che i traffici marittimi hanno bisogno di pace, stabilità e sicurezza per prosperare. Il mare unisce i popoli e le economie del mondo, e solo in un contesto di serenità internazionale questo può accadere davvero. Oggi Trieste apre le sue braccia a questa nave con tutto l'affetto che un porto sa dare».

Ad attendere Mein Schiff 4 alla Stazione Marittima, uno striscione di benvenuto. Inoltre, a bordo della nave si è svolto un breve momento istituzionale tra il comandante e le autorità locali, tra cui il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza.Alla Stazione Marittima è ormeggiata anche la Seven Seas Grandeur della compagnia Regent Seven Seas Cruises, nave luxury con circa 700 passeggeri in sbarco e circa 700 in imbarco.

Gli ultimi due mesi nello Stretto di Hormux: sei navi da crociera bloccate
Dal primo marzo, da quando l'Iran ha bloccato lo Stretto di Hormuz, sono state sei navi da crociera rimaste ferme nel Golfo Persico: Msc Euribia, Celestyal Journey, Celestyal Discovery, Mein Schiff 4, Mein Schiff 5 e Aroya. Un mese dopo, al 31 marzo, risultavano rispettivamente a Dubai, Doha, Dubai, Abu Dhabi, Doha e Dubai. 

Circa 15.000 passeggeri sono rimasti bloccati nella regione nelle prime fasi della crisi, prima di essere rimpatriati tramite charter e soluzioni straordinarie. TUI Cruises ha completato l'evacuazione di circa 2.500 ospiti dalla Mein Schiff 5 a Doha, mentre i passeggeri della Mein Schiff 4 sono stati fatti partire principalmente tramite voli da Dubai e Muscat. Le navi sono rimaste all'ormeggio in sicurezza senza passeggeri, con equipaggi ridotti al minimo ma quantificabili in migliaia di lavoratori intrappolati. Tra di loro c'erano almeno 250 italiani. Venerdì 18 aprile Stati Uniti e Iran hanno annunciato che lo Stretto era aperto, il che ha offerto la finestra per l'uscita. Cinque delle sei navi da crociera bloccate nel Golfo hanno attraversato lo Stretto di Hormuz il giorno successivo. 

Nello Stretto, nel quale erano solite transitare 120 navi al giorno, alla notizia della riapertura sono riuscite a passare solo dodici navi. Subito dopo, l'Iran ha aperto il fuoco su tre navi mercantili e ha reimposto il blocco, chiudendo di nuovo lo Stretto di Hormuz.

Tag: trieste