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22 maggio 2019, Aggiornato alle 08,28
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Politiche marittime

"Le Autorità di Sistema non sono delle Spa". Sindacati contrari richiesta Ue tasse portuali

Uiltrasporti e Filt Cgil ritengono che "gli effetti di una privatizzazione sarebbero rovinosi, alimentando una concorrenza spietata tra scali italiani"


Uiltrasporti e Filt Cgil chiedono al governo ed al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di dare una risposta "ferma e decisa" alla richiesta della Commissione Europea di far versare alle Autorità di Sistema Portuale italiane le stesse imposte previste per le società che esercitano attività economiche realizzando profitti. Le organizzazioni sindacali sono insomma contrarie all'ipotesi di trasformare le AdSP in società di capitale, fosse anche a partecipazione pubblica, come invece ritiene possibile il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi.

"La richiesta europea di pagamento IVA alle AdSP italiane – hanno spiegato Claudio Tarlazzi e Marco Odone, segretario generale e nazionale di Uiltrasporti – non deve essere strumentalizzata come escamotage per cambiare la natura giuridica delle Autorità Portuali in Spa pubbliche. Gli effetti di una privatizzazione dei porti sarebbero rovinosi, alimentando una concorrenza spietata tra scali italiani. Le infrastrutture, specialmente quelle portuali – hanno aggiunto Tarlazzi e Odone - debbono essere messe al servizio del rilancio economico, e in particolare i porti a quello del nostro export. Alle imprese manifatturiere servono pari condizioni, che non sarebbero garantite in alcun modo da Spa, seppure pubbliche, cioè da soggetti economici con la finalità di profitto piuttosto che di regolazione".

Il segretario nazionale di Filt Cgil, Natale Colombo, ritiene che "qualificare come aiuto di Stato i finanziamenti comunitari riconosciuti allo Stato, e non a imprese private, per le opere di infrastrutturazione dei porti del Mediterraneo, il cui potenziamento è previsto proprio in ragione dell'attuazione delle politiche europee, appare contraddittoria e richiede la massima attenzione nell'esercizio dell'attività di lobbying nelle sedi opportune". Secondo il segretario Filt Cgil, "è arrivato il momento di avviare un raccordo serio con la Commissione Europea ed esigere un regolamento puntuale ed univoco per tutti gli Stati membri con l'auspicio di poter individuare criteri di selettività, utili a dare il giusto valore e mercato alla portualità del nostro Paese". 
 

Tag: porti