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06 giugno 2026, Aggiornato alle 17,51
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Politiche marittime

La riforma dei porti è finanziariamente sostenibile

Lo ha stabilito la Ragioneria di Stato. Il disegno di legge passa ora ai fatti: la discussione in Parlamento


La Ragioneria Generale dello Stato ha apposto il proprio "bollino" alla bozza del disegno di legge di riforma del sistema portuale italiano, certificandone la sostenibilità finanziaria e la coerenza con i vincoli di finanza pubblica. Si tratta di un passaggio tecnico fondamentale che consente al provvedimento di proseguire il proprio iter istituzionale.

Superato il vaglio tecnico-contabile, il testo è ora pronto per approdare alle Camere, dove inizierà la fase parlamentare con l'assegnazione alle commissioni competenti e l'avvio del confronto politico sulla revisione della governance e dell'organizzazione del sistema portuale nazionale.

Il passaggio parlamentare si preannuncia articolato, anche alla luce delle diverse posizioni espresse dagli operatori del settore e dalle amministrazioni locali, che chiedono un equilibrio tra coordinamento nazionale e autonomia dei singoli sistemi portuali.

Questa riforma punta a revisionare la governance delle Autorità di sistema portuale (Adsp), con possibili modifiche ai poteri dei presidenti e al ruolo dei comitati di gestione. Si sta valutando la possibilità di trasformare le Adsp in società pubbliche con un consiglio di amministrazione. Si punta poi a rafforzare il coordinamento centrale, anche attraverso un maggiore ruolo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nelle strategie di sviluppo. Inoltre, vuole semplificare le procedure amministrative e autorizzative, con l'obiettivo di accelerare investimenti e opere infrastrutturali; potenziare la pianificazione strategica, anche in relazione ai corridoi europei TEN-T e ai progetti finanziati dal PNRR; infine, integrare porti, retroporti e logistica terrestre per migliorare l'intermodalità e la competitività del sistema.

La riforma si inserisce nel percorso di aggiornamento dell'assetto introdotto con la legge del 2016, che ha istituito le Autorità di Sistema Portuale, con l'obiettivo di rafforzare il coordinamento tra scali e migliorare l'efficienza della gestione. A distanza di quasi un decennio, il nuovo intervento normativo mira ad adeguare il modello alle mutate condizioni del settore, caratterizzato da maggiore competizione internazionale, evoluzione delle catene logistiche e crescente pressione sulla sostenibilità ambientale.

Il "bollino" della Ragioneria rappresenta dunque un via libera tecnico, ma il cuore del dibattito si sposta ora in Parlamento.

Tag: economia