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11 agosto 2026, Aggiornato alle 15,43

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Il gruppo di lavoro sulla riforma dei porti raddoppia a 33 membri

Il ministero delle Infrastrutture allarga la commissione composta da politici, funzionari, professionisti e accademici, incaricata di "accompagnare la riforma della governance portuale"


Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha adottato il decreto integrativo che rafforza il Gruppo di lavoro incaricato di accompagnare la riforma della governance portuale, adeguandone la composizione all'avanzamento dell'iter parlamentare del disegno di legge.

Il decreto integrativo del MIT porta i componenti del gruppo tecnico da una quindicina — la dimensione originaria, confermata a maggio dal viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi — a 33. L'elenco completo non è stato pubblicato (il decreto integrativo è del 4 agosto scorso). Al momento quelli rintracciabili sono la gran parte:

I nuovi membri ufficializzati dalle istituzioni di rappresentanza sono due: Ugo Patroni Griffi, ordinario di Infrastrutture e Logistica Sostenibili all'Università di Bari e alla LUISS, già presidente dell'Autorità di sistema portuale che fa capo a Bari (nominato nella fase iniziale del gruppo); e Luca Lupi, segretario generale dell'Autorità di sistema portuale della Sicilia Occidentale (Palermo), nominato con il decreto integrativo del 4 agosto. Gli altri nuovi membri non ancora ufficializzati sarebbero: Zeno D'Agostino, ex presidente dell'Autorità di sistema portuale che fa capo a Trieste, e gli esperti di diritto ed economia: Giada Benincasa, Filippo Boccioletti, Lorenzo Cuocolo, Pierpaolo Danieli (segretario generale dell'Adsp che fa capo a Livorno), Alessandro Marenco (direttore finanziario della Culmv di Genova), Pierpaolo Ribuffo, Giuseppe Romeo, Olga Cuccurullo (Dirigente Generale del Ministero dell'Economia e delle Finanze); esperti giuridici ed economici quali: Maurizio D'Amico, Marco Giustiniani, Cristina Migliaro, Gian Luca Orefice, Annagiulia Randi, Enrico Righetti, Francesco Rossi, Alessandro Zampone, Stefano Zunarelli.

Il MIT sottolinea in una nota che questi 33 membri sono di "elevatissima qualificazione professionale e tecnica", rappresentando "la volontà del Governo di costruire una riforma fondata sul merito, sul dialogo istituzionale e sul contributo delle migliori competenze disponibili, per dotare l'Italia di una governance portuale moderna, efficiente e all'altezza delle sfide dei prossimi decenni".

L'obiettivo del gruppo è mettere a sistema istituzioni, accademie, esperti di diritto, economia, logistica e mare per "approfondire con il massimo livello tecnico i temi emersi durante il confronto parlamentare e di accompagnare il percorso verso l'approvazione definitiva del provvedimento", ovvero il disegno di legge di riforma della governance portuale varato dal governo a dicembre 2025 e il cui iter di approvazione prosegue: a fine maggio scorso è stato assegnato alla Commissione Trasporti della Camera e a luglio scorso la Conferenza Unificata — l'organismo che rappresenta Regioni e Comuni — ha espresso parere favorevole, passaggio istituzionale che apre la strada all'esame parlamentare nel merito.

Rixi ha più volte dichiarato l'obiettivo di approvare la riforma entro il 2026. Le analisi più realistiche indicano tuttavia che il 2026 si chiuderà al massimo con il voto della Camera, con il via libera definitivo del Senato atteso entro la primavera 2027, sul filo di una possibile fine anticipata della legislatura.

Il perno della riforma è la creazione di una nuova società pubblica denominata "Porti d'Italia", con funzioni di pianificazione strategica degli investimenti a livello nazionale. Il disegno di legge ha sollevato perplessità in diversi territori, soprattutto rispetto al ruolo delle attuali Autorità di Sistema Portuale e al possibile rafforzamento di una struttura centrale di coordinamento. Rixi ha tuttavia garantito che non ci saranno accorpamenti tra le AdSP esistenti.

"La riforma della governance portuale è una scelta strategica per il futuro del sistema logistico nazionale e vogliamo che arrivi al traguardo con il più ampio patrimonio di competenze possibile", commenta il viceministro Edoardo Rixi nella nota del MIT che accompagna l'espansione del gruppo tecnico per la riforma. "Il confronto parlamentare sta contribuendo ad arricchire il testo e riteniamo doveroso rafforzare ulteriormente il supporto tecnico al Gruppo di lavoro. Il nostro obiettivo è consegnare al Paese una riforma moderna, autorevole e capace di rendere i porti italiani più competitivi, efficienti e pienamente integrati nelle grandi reti europee e mediterranee."

Tag: economia