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11 ottobre 2026, Aggiornato alle 18,00

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Logistica

Grandi opere, de Ruvo (Confetra): "I ritardi mettono a rischio la competitività del Paese"

"Brennero e Terzo Valico dimostrano che una rete TEN-T vale soltanto se completa, interoperabile e accessibile lungo l'intero corridoio"

Carlo De Ruvo

"I ritardi nella realizzazione delle grandi infrastrutture di trasporto, in particolare dei valichi alpini e dei corridoi TEN-T, rappresentano un rischio crescente per la competitività dell'Italia, per i porti e per l'intera filiera del trasporto, delle spedizioni e della logistica". L'allarme è lanciato dal presidente di Confetra, Carlo De Ruvo, che in una nota esprime forte preoccupazione per il disallineamento tra il completamento delle opere principali e quello delle tratte di accesso. 

"Un'infrastruttura transfrontaliera - continua De Ruvo - produce benefici soltanto quando tutte le sue componenti sono operative e adeguate agli standard europei. I ritardi di un singolo Paese generano effetti sull'intero corridoio, riducendo il rendimento degli investimenti già sostenuti dagli altri Stati".

Secondo Confetra il caso del Brennero è emblematico: "il completamento del nuovo accesso ferroviario sul versante tedesco, previsto soltanto nel 2043, rischia di limitare per molti anni il pieno utilizzo del Tunnel di base. Un ritardo destinato a incidere sugli scambi intraeuropei, ai quali è riconducibile oltre il 60% delle esportazioni italiane, penalizzando il sistema industriale e producendo effetti negativi sui porti e sulle infrastrutture logistiche nazionali. Analoga attenzione va riservata al Terzo Valico dei Giovi, infrastruttura decisiva per collegare Genova e i porti liguri al sistema produttivo del Nord e al Corridoio Reno-Alpi. Il completamento dell'opera è indicato entro il 2028, mentre l'entrata in esercizio resta subordinata a collaudi e autorizzazioni. La sua piena efficacia dipenderà inoltre dal potenziamento delle tratte a nord, dei nodi e dei collegamenti di ultimo miglio, evitando che nuove strozzature, a partire dall'asse Pavia-Voghera, riducano la capacità resa disponibile".

Per la Confederazione "ogni rinvio comporta maggiori costi logistici, minore affidabilità delle catene di approvvigionamento, perdita di competitività dell'export, rinvio degli investimenti privati e possibile deviazione dei traffici verso porti e corridoi concorrenti, oltre a produrre ritardi nel conseguimento degli obiettivi europei di intermodalità e decarbonizzazione".

"Le reti TEN-T - spiega De Ruvo - sono un bene comune europeo e non possono restare ostaggio di ritardi nazionali o di programmazioni non coordinate. Realizzare una galleria senza rendere tempestivamente disponibili gli accessi significa ridurre l'utilità economica dell'intero investimento L'Italia sta rispettando pienamente e con grande impegno gli obblighi assunti per il completamento delle opere sul versante italiano del Brennero, è pertanto necessaria un'iniziativa forte presso le istituzioni europee e gli Stati interessati, insieme a cronoprogrammi pubblici e verificabili, continuità finanziaria per le opere complementari e un monitoraggio unitario di valichi, accessi, nodi, porti e terminali. Occorre inoltre predisporre soluzioni transitorie e valorizzare i percorsi alternativi disponibili, affinché imprese e territori non sostengano passivamente il costo dei ritardi - conclude De Ruvo - la competitività logistica dell'Italia non dipende dalla somma di singole opere, ma dalla capacità di farle funzionare come una rete continua, efficiente e interoperabile. Il rispetto dei tempi è una condizione essenziale per trasformare la posizione geografica del Paese in crescita, occupazione e maggiore attrattività per i traffici internazionali".
 

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