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11 ottobre 2026, Aggiornato alle 18,00

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Geopolitica e decarbonizzazione: il punto all'Euromed Convention

Tenuta in Sardegna la ventisettesima edizione dell'evento promosso dal gruppo Grimaldi

Emanuele Grimaldi

Decarbonizzazione, crisi di Suez e Hormuz e automotive che "emigra" verso il sud-est asiatico: sono gli argomenti che hanno tenuto banco nel corso della ventisettesima edizione dell'Euromed Convention promosso dal gruppo Grimaldi, svolto ieri al Forte Village di Pula (Cagliari) davanti a oltre 700 protagonisti dello shipping mondiale. Nonostante il quadro globale decisamente complesso, nell'intervento di apertura, l'amministratore delegato della società armatoriale napoletana, Emanuele Grimaldi, ha illustrato le iniziative in corso del gruppo tra nuove navi ammonia-ready, un investimento da 1,5 miliardi di dollari in unità a metanolo e la riconferma dei collegamenti con la Sardegna, un esempio concreto di come l'industria armatoriale stia già provando a rispondere.

Negli ultimi 24 mesi il gruppo ha preso in consegna 14 navi pure car and truck carrier "ammonia-ready", predisposte cioè per l'utilizzo futuro dell'ammoniaca come carburante alternativo, ed entro aprile 2027 la flotta ne conterà 17, comprese le unità più recenti della capacità di 9.800 ceu che uniscono elevata capacità di carico a consumi ridotti per unità trasportata. A questo si affianca un piano di investimento da 1,5 miliardi di dollari per la costruzione di nove nuove navi ro-pax, destinate a entrare in flotta tra il 2028 e il 2030: grazie all'utilizzo del metanolo come carburante alternativo, queste unità punteranno a ridurre le emissioni di CO2 per unità di carico del 50% rispetto alle navi oggi in servizio, fino a raggiungere l'obiettivo di zero emissioni netteGrimaldi si dà da fare anche sul fronte dei collegamenti rafforzando la propria presenza verso l'Asia, dove oggi impiega 30 navi nei servizi regolari che la collegano con gli altri continenti, mentre relativamente ai collegamenti con la Sardegna, il gruppo si è visto riaffidare per altri cinque anni, in regime di continuità territoriale, le rotte Napoli-Cagliari-Palermo e Civitavecchia-Arbatax-Cagliari.

Il primo panel di Euromed ha analizzato il tema della decarbonizzazione, considerando che l'IMO punta ad azzerare le emissioni di gas serra del trasporto marittimo entro il 2050, con target intermedi vincolanti già nel 2030 e nel 2040. Il dibattito ha individuato tre fattori interdipendenti su cui si gioca la transizione: l'innovazione tecnologica, il fattore umano, che chiama in causa sia il personale imbarcato sia l'intelligenza artificiale, e la chiarezza normativa.

Le crisi geopolitiche hanno animato i lavori del secondo panel. I venti di guerra che soffiano su Suez e Hormuz, e la vulnerabilità di quelle rotte commerciali, hanno già effetti tangibili con una contrazione del 10% dell'export e una riduzione del 4% delle importazioni di greggio dal Medio Oriente. 

Il terzo panel ha invece esaminato le condizioni del comparto car carrier e ro-ro che vive una fase di profonda riorganizzazione con la riconfigurazione dei flussi e della capacità di stiva, legata all'ascesa di nuovi mercati produttori ed esportatori - in particolare dal sud-est asiatico - che sta modificando le rotte tradizionali. 
 

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