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22 luglio 2026, Aggiornato alle 15,20
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Infrastrutture

Geodati in porto: la nuova mappatura ISPRA della portualità italiana

L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha realizzato due nuovi GeoDatabase sull'assetto delle opere marine e sulle aree di trasformazione


I porti sono nodi cruciali per lo sviluppo economico del nostro Paese e rappresentano il cuore della Blue Economy. Ma sono anche sistemi complessi che richiedono equilibrio tra crescita e tutela ambientale, anche alla luce di fenomeni come l'erosione costiera e gli eventi estremi. Per supportare una gestione sostenibile della portualità, rende noto la Federazione del Mare, ISPRA ha realizzato due nuovi GeoDatabase, presentati a Roma il 29 aprile presso la sua sede nel corso dell'evento "La portualità italiana e il suo monitoraggio".

Il Centro Nazionale Coste dell'ISPRA da anni elabora e pubblica gli strati informativi nazionali con la mappatura in alta definizione di tutti gli elementi naturali e artificiali che caratterizzano l'assetto costiero. Partendo da queste mappature, elaborate ed integrate con le pubblicazioni di settore e altri riferimenti cartografici storici e rilievi scientifici, oggi vengono presentati due geoDB inediti:

 Assetto Opere Marittime (AOM), con la digitalizzazione e la caratterizzazione di tutte le strutture definibili come opere portuali, anche solo parzialmente, con le loro specifiche tipologie, destinazioni e condizioni d'uso, evoluzioni nel tempo, riferimenti ISTAT, appartenenze ad Enti o Amministrazioni territoriali di riferimento, posti barca dichiarati o stimati
• Aree di Trasformazione Portuali (ATP), con la digitalizzazione e la caratterizzazione dei poligoni di Ostruzione (occupazione di fondale marino), Scavo (occupazione di territorio costiero) e Alterazione (modifica delle condizioni naturali entro i bacini) di tutte le opere portuali costiere rispetto allo stato ante-operam. 

Questi strumenti offrono una mappatura ad alta definizione per analizzare l'evoluzione delle infrastrutture marittime, che tra il 2006 e il 2020 hanno visto aumentare la lunghezza complessiva delle opere del 20%. Un patrimonio conoscitivo che rafforza la capacità delle istituzioni di pianificare coniugando competitività, sicurezza e salvaguarda delle risorse naturali. 
 

Tag: porti