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07 marzo 2026, Aggiornato alle 08,27
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Fincantieri illustra il Piano Industriale 2026-2030

Il documento si articola su quattro pilastri: incremento della capacità produttiva (capacity boost), aumento della produttività, rafforzamento dei progetti strategici e crescita nelle adiacenze


Circa 12,5 miliardi di euro di ricavi e oltre 50 miliardi di ordini attesi. Sono i numeri – attesi per il 2030 – del Piano Industriale Fincantieri 2026-2030. Il Piano si articola su quattro pilastri: incremento della capacità produttiva (capacity boost), aumento della produttività, rafforzamento dei progetti strategici e crescita nelle adiacenze. Le iniziative divisionali, trasversali e inorganiche mirano a rafforzare il posizionamento competitivo del Gruppo e a migliorare in modo strutturale margini e ritorni sul capitale.

Per rispondere alla forte crescita della domanda nel segmento Difesa, Fincantieri prevede il potenziamento della capacità produttiva dei cantieri italiani. Nuovi contratti sono attesi già a partire dal 2026. Il Piano prevede la riallocazione di parte della produzione di sezioni di navi da crociera in Romania e la riorganizzazione del segmento Offshore e Navi speciali, con il rafforzamento del Vietnam, a supporto dell'efficienza operativa e della marginalità.

Il Gruppo punta a un'ulteriore espansione del business Underwater, con lo sviluppo di soluzioni non convenzionali, il rafforzamento delle sinergie con la Difesa e la valutazione di opportunità di crescita inorganica in un mercato strategico, ad alto valore tecnologico.

Gli investimenti industriali previsti nel periodo 2026–2030 per circa euro 1,9 miliardi, di cui euro 250 milioni in funzione dell'eventuale raddoppio della produzione Offshore in Vietnam, saranno interamente finanziati dalla generazione di cassa operativa, la quale consentirà un'accelerazione del deleveraging e supporta la valutazione dell'avvio di una politica di dividendi, soggetta ad approvazione del CdA, a partire dal 2028, subordinata ai risultati dell'esercizio 2027.

Il focus dell'amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri Pierroberto Folgiero 
"Con il Piano Industriale 2026-2030 – spiega Folgiero - Fincantieri compie un ulteriore deciso passo in avanti nella propria traiettoria di crescita, confermando la solidità della visione strategica dello scorso triennio, combinata con un aumento della capacità produttiva per assecondare i macrotrend della domanda, dimostrando la capacità di generare valore molto sostenibile nel tempo. In aggiunta al carico di lavoro complessivo record pari a circa 60 miliardi di euro già acquisito che fornisce elevata visibilità nel tempo, prevediamo oltre 50 miliardi di euro di nuovi ordini nel periodo, una crescita media annua dei ricavi dell'8% e un utile netto di circa 500 milioni di euro nel 2030 guidato da un aumento dei ricavi del 40% e dell'EBITDA del 90% rispetto al 2025. Tutto ciò sostenuto da una struttura finanziaria sempre più solida e da una significativa generazione di cassa idonea sia ad autofinanziare gli investimenti per l'aumento della capacità produttiva sia a perseguire gli obiettivi di disciplina finanziaria e deleveraging. Il comparto Difesa riveste un ruolo centrale nella nostra strategia: l'aumento atteso della domanda e il raddoppio della capacità produttiva dei nostri cantieri italiani ci permetteranno di rafforzare la nostra posizione nei programmi nazionali e internazionali più rilevanti.

Accanto a questo, l'espansione accelerata dell'Underwater, con lo sviluppo del portafoglio prodotti nel business non convenzionale, la crescita tecnologica nel business Offshore e la profittabilità del business Cruise – sostenuto da una pipeline commerciale in crescita sia in quantità che in qualità, con ordini attesi già nei prossimi mesi che estenderanno la visibilità del backlog oltre il 2036 e con un incremento della profittabilità – rappresentano i pilastri e le sinergie su cui costruiamo il nostro futuro. La nostra strategia si articola su quattro direttrici: potenziamento della capacità produttiva, incremento della produttività, continuazione dei progetti strategici su evoluzione prodotti e processi costruttivi e crescita nelle adiacenze, con un piano di investimenti per circa 1,9 miliardi di euro interamente autofinanziati che includono circa 250 milioni di euro legati ad un possibile raddoppio della produzione Offshore in Vietnam con l'introduzione di un secondo cantiere, ove ne ricorrano le condizioni. Fincantieri – conclude Folgiero - si conferma quindi protagonista della trasformazione dell'industria navale globale che assume un crescente peso geopolitico, continuando a investire in tecnologia, digitalizzazione e capacità produttiva per garantire al Gruppo una leadership duratura nei segmenti a maggior valore aggiunto e una crescita profonda di lungo periodo".