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15 febbraio 2019, Aggiornato alle 17,35
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Crolla il mercato delle rinfuse

Normale flessione di inizio anno o c'è qualcosa di più serio? L'analisi di Massimo Granieri


di Massimo GranieriDL News

Il 2019 è iniziato per il mercato dei noli dei carichi secchi con un marcato calo dei buoni livelli raggiunti a chiusura del 2018 interpretato dalla maggior parte degli operatori come la normale flessione che si registra all'inizio di ogni anno. Interpretazione presto rivelatasi errata da che il calo è degenerato in un drammatico crollo che continua tutt'ora senza fare intravedere possibilità di ripresa raggiungendo minimi storici simili a quelli dell'agosto 2016. Nei loro ultimi rapporti di mercato broker e analisti hanno dichiarato "il mercato delle rinfuse è in crisi con molti degli operatori colti inaspettatamente confusi e contemporaneamente alla ricerca di qualsiasi segno positivo a cui aggrapparsi".
 
Tutto questo sembra avere le sue radici almeno in parte già dall'inversione di tendenza  avvenuta  a novembre dello scorso anno quando i danni reali non furono tanto i mancati guadagni per l'iniziale ribasso dei noli quanto dal cambiamento di feeling quando l'ottimismo è mutato in dubbi e scetticismo nei confronti della crescita registrata a partire infatti dall'agosto 2016.

Senza perderci in sterili analisi dei numeri vale però la pena citare che negli ultimi dieci giorni l'indice generale del Baltic Dry Index (BDI) è sceso di oltre 350 punti in linea, per lo sesso periodo, con il crollo dei valori del settore Capesize a  meno del 49% mentre per le altre portate la caduta libera è iniziata già dai primi giorni dell'anno con il settore Panamax e Supramax che hanno perso da allora rispettivamente il 60% e 49%. Anche se prendiamo in considerazione l'influenza negativa causata dalla chiusura dei mercati asiatici in occasione del Capodanno Cinese, le possibili implicazioni dovute al crollo della diga nella miniera brasiliana del colosso Vale e il persistente problema delle problematiche relazioni economiche e diplomatiche tra Stati Uniti, Cina e Russia è evidente che i problemi che sta affrontando il mercato hanno radici molto più profonde e richiedono un'analisi più ampia e approfondita. Non in ultimo riconoscere che, se abbiamo goduto di un periodo relativamente positivo, lo stesso è stato generato da un temporaneo aumento dei volumi dei traffici che una volta ridimensionati hanno nuovamente evidenziato la solita ormai nota e cronica eccedenza di stiva. 

In tutto questo c'è chi si auspica che il "mercato della carta" (Freight Future Market) attualmente a livelli superiori di quello "fisico" (ennesima conferma di quanto il primo non abbia la capacità di rispecchiare la realtà delle cose del secondo) possa sopperire all'attuale  situazione e infondere positività. In ultimo si vuole credere e sperare in una veloce ripresa ma considerando il  severo crollo dei noli appare chiaro che è già tempo di rivalutare realisticamente a quali livelli il mercato riuscirà a trovare un bilanciamento durante il rimanente corso dell'anno e operare le opportune correzioni di rotta.

 (fonti: Hellenic Shipping News)