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07 marzo 2026, Aggiornato alle 08,27
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Conflitto in Medioriente: l'allarme di ICS, ECSA e ASA per lo Stretto di Hormuz

In una nota congiunta, le tre organizzazioni armatoriali esprimono preoccupazione per la sicurezza dei marittimi. Prima vittima su di una nave cisterna

Stretto di Hormuz (Ph: Corriere della Sera)

Cresce nuovamente il pericolo per le navi in transito nei mari mediorientali, questa volta come diretta conseguenza degli attacchi militari condotti in questi giorni da Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Nell'occhio del ciclone lo Stretto di Hormuz e l'area circostante, che deve già registrare una prima vittima tra i marittimi imbarcati su una nave cisterna battente bandiera delle Isole Marshall. 

Gli attacchi di missili e droni nella zona di mare suscitano la preoccupazione di tutto il mondo armatoriale, espressa in una nota congiunta dalle associazioni di settore International Chamber of Shipping (ICS), European Shipowners (ESCA) e Asian Shipowner's Association (ASA). "Siamo profondamente sgomenti – si legge nel comunicato - nell'apprendere degli attacchi ai marittimi e della tragica perdita di vite umane. I nostri pensieri sono rivolti alle famiglie delle persone colpite. Tutte le parti devono adottare le misure necessarie per salvaguardare la sicurezza dei marittimi che stanno semplicemente svolgendo il loro lavoro e si sono trovati, senza alcuna colpa, in una situazione di elevata instabilità. Si tratta di una situazione in rapida evoluzione e imprevedibile. È fondamentale che l'intero settore si affidi esclusivamente a informazioni verificate provenienti da fonti attendibili".

"Esortiamo vivamente tutte le navi che operano nella regione - hanno aggiunto ICS, ECSA e ASA - a condurre valutazioni approfondite dei rischi e a mantenere la vigilanza in linea con le più recenti linee guida BMP (Best Management Practices) in materia di sicurezza marittima. Gli operatori navali devono continuare a monitorare e ad agire seguendo agli aggiornamenti pubblicati dai canali ufficiali dei vari Stati".
 

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