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14 luglio 2026, Aggiornato alle 15,31
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Aree Marine Protette, meno risorse dallo Stato. Insorgono le associazioni ambientaliste

Comunicato congiunto di Marevivo, WWF Italia, Greenpeace Italia, Lipu ODV - BirdLife Italia, Blue Marine Foundation, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Pro Natura e Worldrise


Un allarme e un comunicato congiunto firmato da Marevivo insieme a WWF Italia, Greenpeace Italia, Lipu ODV - BirdLife Italia, Blue Marine Foundation, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Pro Natura e Worldrise. In questi giorni molte Aree Marine Protette italiane stanno segnalando una riduzione dei finanziamenti statali, indicata dagli enti gestori intorno al 23%, comunicata a esercizio finanziario già avviato. Il paradosso è evidente.

L'Italia, ricorda la Federazione del Mare, ha sottoscritto l'obiettivo internazionale di proteggere il 30% dei mari entro il 2030. Le scelte di finanza pubblica per il 2026 sembrano andare nella direzione opposta. Le Aree Marine Protette non sono un costo — sono uno strumento essenziale per la tutela della biodiversità marina, il ripopolamento di flora e fauna, la ricerca scientifica e la rigenerazione degli stock ittici. Con benefici concreti anche per la pesca nelle aree limitrofe. Le aree protette devono essere finanziate, ribadiscono le associazioni ambientaliste. Un taglio di questa portata, arrivato a metà anno, non è solo un numero: significa meno controlli, meno personale, ecosistemi più vulnerabili. È togliere priorità al Pianeta. 

Tag: ambiente