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11 agosto 2026, Aggiornato alle 15,43

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Politiche marittime

Arabia Saudita lancia task force per il Mar Rosso

Una coalizione internazionale con i Paesi limitrofi, a cui hanno aderito finora in 14. Ma ci sono dubbi sulla sua praticabilità

La penisola araba

Una coalizione internazionale, politica e militare, per la sicurezza marittima del Mar Rosso. La propone l'Arabia Saudita, accogliendo formalmente, allo stato attuale, l'adesione di 14 Paesi dell'area che si affacciano nei mari e negli oceani vicini.

I 14 Paesi firmatari della coalizione sono: Arabia Saudita, Turchia, Kuwait, Bahrein, Qatar, Giordania, Egitto, Pakistan, Gibuti, Somalia, Bangladesh, Yemen, Sudan e Comore. Su 51 Paesi invitati, 43 hanno partecipato a una prima riunione preliminare tenutasi a Riyadh. Non tutti i presenti hanno firmato la dichiarazione congiunta. La distinzione tra partecipazione e adesione è politicamente rilevante.

L'obiettivo è tutelare la libertà di navigazione e commercio, permettendo alle navi mercantili di attraversare in sicurezza il Mar Rosso, punto di accesso da Sud del canale di Suez, negli ultimi anni periodicamente minacciato dagli attacchi del gruppo paramilitare yemenita degli Houthi.

Con lo scoppio della guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele, e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz, l'Arabia Saudita ha dovuto trovare una rotta alternativa per esportare il suo greggio. Ci è parzialmente riuscita tramite un oleodotto che, attraversando la penisola araba da Est a Ovest, sbocca nel Mar Rosso. In questo modo, però, si è ritrovata esposta al blocco degli Houthi in una doppia strozzatura: quella dello Stretto di Hormuz a Est del Golfo Persico e da quella dello Stretto di Bab el-Mandeb a Sud del Mar Rosso.

Sono emersi rapporti sull'intenzione degli Houthi di imporre pedaggi sulle navi in transito per il Bab el-Mandeb, un'escalation che trasformerebbe lo Stretto da rotta minacciata a rotta soggetta a estorsione. Se confermato, sarebbe un salto qualitativo rispetto agli attacchi finora registrati.

Restano aperte le domande su come la nuova coalizione si distinguerebbe dalla missione navale europea Aspides, già operativa nel Mar Rosso dal 2024 per contrastare le minacce Houthi al traffico commerciale. Non è chiaro se le due strutture si sovrapporranno, si coordineranno o opereranno su mandati distinti.

Tag: economia