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12 febbraio 2026, Aggiornato alle 17,55
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Infrastrutture

Adriatico Meridionale: parte Sea Trace, la piattaforma blockchain per tracciare i rifiuti marini

Termoli è il primo Comune italiano ad adottare ufficialmente questo sistema. L'apprezzamento di Marevivo


Si chiama SeaTrace ed è il primo passaporto digitale dei rifiuti marini: un sistema innovativo grazie al quale i pescatori, tramite app, possono censire in tempo reale i rifiuti accidentalmente pescati contribuendo a una gestione trasparente e sostenibile. Nei giorni scorsi è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra Comune di Termoli, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPAM), Innovation SEA, The Nest Company e RES – Recupero Etico Sostenibile.

Sea Trace è la prima soluzione digitale completa per monitorare e gestire i rifiuti marini, basata su una tecnologia blockchain brevettata da The Nest Company, società partecipata da Omnisyst, Algebris Investments. La piattaforma traccia l'intero ciclo di vita dei rifiuti, dalla raccolta in mare al trattamento finale e crea un passaporto digitale per ogni lotto di rifiuto. Grazie alla blockchain, tutte le operazioni vengono registrate in modo immutabile, consentendo di controllare in modo oggettivo le attività svolte, garantire la sicurezza del sistema e dei dati, prevenire accessi distorti ai contributi e possibili truffe e certificare l'effettivo recupero dei materiali pescati.

La sperimentazione parte da Termoli e dal Molise, con l'obiettivo di estendersi progressivamente lungo tutto l'Adriatico meridionale. Grazie agli accordi siglati con Federpesca e FederOP, Sea Trace potrà essere su scala nazionale, coinvolgendo oltre 10 mila operatori del settore della pesca.

"Sea Trace - spiega Raffaella Giugni, segretario generale di Marevivo - rappresenta un passo concreto nell'applicazione della Legge SalvaMare: per la prima volta disponiamo, infatti, di uno strumento capace di coniugare tecnologia, trasparenza e partecipazione attiva dei pescatori. La tracciabilità digitale consente di sapere cosa viene recuperato e dove, in che quantità, e a quale destinazione è indirizzato, rendendo finalmente misurabile l'impatto della bonifica effettuata in mare. Il sistema offre un triplice vantaggio: ambientale, in quanto contrasta la dispersione di plastica e microplastiche in mare; sociale, poiché valorizza il ruolo delle comunità costiere; e gestionale nel creare un modello certificabile e replicabile – conclude Giugni - in grado di diventare riferimento per altri porti italiani".

"Con la sperimentazione Sea Trace – Porto di Termoli – dichiara Francesco Mastro, presidente AdSPAM - compiamo un passo concreto verso un modello evoluto di gestione dei RAP (Rifiuti Accidentalmente Pescati), pienamente allineato alla Legge Salvamare e ai principi europei di economia circolare. La catena di custodia digitale, infatti, consentirà di trasformare un problema ambientale in un processo governabile, trasparente e certificabile, capace di produrre valore ambientale, gestionale e di sistema. È un passo, quindi - conclude il presidente Mastro - che rafforza il ruolo dei porti come snodi di legalità e di sostenibilità, che si fonda su una solida collaborazione istituzionale e pubblico-privata e che pone le basi per un modello che potremmo replicare, non solo in  tutto il nostro Sistema, ma anche, auspicabilmente, a livello nazionale, gettando le basi per un futuro sempre più green".
 

Tag: porti - marevivo