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22 luglio 2026, Aggiornato alle 15,20
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Eventi - Infrastrutture

A Palermo il focus sugli interporti italiani

Nel seminario organizzato da UIR è emerso il Mezzogiorno come cuore della nuova strategia logistica nazionale


I vertici del comparto logistico si sono riuniti a Palermo per il convegno "Interporti al Centro – Rigenerare la Logistica: Interporti, Territori e Nuove Infrastrutture", promosso dall'Unione Interporti Riuniti e dalla Società degli Interporti Siciliani. Le istituzioni erano presenti con diverse componenti — dal direttore generale del MIT, all'amministratore unico di RAM SpA, alla presidente della Commissione Trasporti della Camera. Sul fronte tecnico-ministeriale, ha portato il contributo del MIT Donato Liguori, direttore generale per i Porti, la Logistica e l'Intermodalità, figura chiave nell'indirizzo delle politiche di settore. 

I 24 interporti italiani rappresentano, nel loro insieme, un'infrastruttura di dimensioni ragguardevoli e spesso sottovalutata nel dibattito pubblico: oltre 37,5 milioni di metri quadrati di superficie complessiva, di cui più di 5,5 milioni destinati ad aree magazzini e 4,25 milioni costituiti da area intermodale, il cuore pulsante dell'integrazione tra ferro e gomma. Ma sono i dati operativi a restituire la vera portata strategica del sistema. I 24 interporti movimentano ogni anno 65 milioni di tonnellate di merce, con un accesso giornaliero di oltre 25.500 mezzi di trasporto. Sul fronte ferroviario, la rete interportuale conta 289 binari e 45 raccordi, e movimenta più di 59.500 treni l'anno: un volume che posiziona gli interporti italiani come spina dorsale del trasporto merci su ferro, ancora largamente inespresso rispetto al potenziale.

Tra i numerosi interventi della giornata, quello di Gianpaolo Serpagli, presidente di UIR, che ha tracciato con chiarezza le sfide e le opportunità che attendono il comparto. Di fronte a una rete che vale 65 milioni di tonnellate movimentate ogni anno e oltre 37,5 milioni di metri quadrati di superficie infrastrutturata, Serpagli ha scelto il registro dell'urgenza: "Gli interporti sono chiamati a svolgere un ruolo sempre più strategico per la competitività del Paese. La nuova legge sugli interporti ci offre finalmente un quadro normativo aggiornato; ora è il momento di trasformarlo in opportunità concrete attraverso investimenti, innovazione e maggiore integrazione tra porti, ferrovie e territori. Come UIR stiamo lavorando per sostenere il trasporto ferroviario merci, favorire la rigenerazione delle infrastrutture esistenti ed estendere agli interporti strumenti come il bonus manovra ferroviario. La sfida è chiara – ha concluso Serpigli –: rendere la logistica italiana più efficiente e sostenibile, spostando sempre più traffico dalla gomma al ferro e rafforzando il ruolo dell'Italia come piattaforma logistica del Mediterraneo".

Sul versante portuale, hanno preso la parola Annalisa Tardino, Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale e Francesco Di Sarcina (AdSP Sicilia Orientale): una presenza che ha ribadito come porti e interporto debbano essere concepiti come un sistema unico, capace di attrarre flussi commerciali dall'intero bacino del Mediterraneo verso la rete ferroviaria nazionale.

Dal convegno di Palermo è stato lanciato un chiaro messaggio politico e industriale: dietro ai 24 interporti italiani c'è un sistema essenziale per la competitività del Paese. L'Italia ha gli strumenti normativi, le competenze ingegneristiche e la posizione geografica per candidarsi a hub logistico d'Europa. Ciò che serve ora è la volontà collettiva di agire con rapidità, coordinamento e visione di lungo periodo.